Pietre di testa nasce dal desiderio di portare in primo piano ciò che nella litografia resta di norma invisibile, fuori campo: il retro delle pietre litografiche, superficie “secondaria” che trattiene tracce involontarie di gesti, segni, passaggi lasciati da artisti che hanno lavorato negli anni in Litografia Bulla e che Benassi convoca come presenze sedimentate (tra gli altri: Mino Maccari, Jim Dine, Nunzio, Louis Fratino, Giorgio de Chirico, Enzo Cucchi, Jannis Kounellis).
Pietre di testa stems from the desire to bring into view what lithography typically keeps invisible—outside the frame: the reverse side of lithographic stones, a “secondary” surface that retains involuntary traces of gestures, signs, and passages left by artists who have worked over the years at Litografia Bulla, and whom Benassi summons as stratified presences (including Mino Maccari, Jim Dine, Nunzio, Louis Fratino, Giorgio de Chirico, Enzo Cucchi, Jannis Kounellis).